
Lo standard europeo si aggiorna per supportare le transazioni B2B, introdurre nuovi dati fiscali e preparare imprese e sistemi al futuro della strategia ViDA
L’Unione Europea compie un nuovo passo nel processo di digitalizzazione fiscale con l’aggiornamento dello standard europeo di fatturazione elettronica EN 16931. La revisione, approvata a febbraio 2026 dal Comitato europeo di normazione (CEN), amplia significativamente le funzionalità del modello semantico introducendo elementi pensati per le transazioni Business-to-Business (B2B) e per i futuri sistemi di reporting IVA digitali.
Lo standard, originariamente sviluppato nel 2017 per supportare la fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione, è ora aggiornato per rispondere alle esigenze della nuova strategia fiscale europea VAT in the Digital Age (ViDA), che introdurrà l’obbligo di fatturazione elettronica strutturata per le operazioni intracomunitarie a partire da luglio 2030.
Dallo standard B2G al supporto esteso per il B2B
Quando lo standard EN 16931 è stato introdotto nell’ambito della direttiva europea sugli appalti pubblici, il suo utilizzo era focalizzato principalmente sui rapporti tra imprese e pubblica amministrazione (B2G).
Negli ultimi anni, tuttavia, molti Stati membri hanno avviato o pianificato mandati di fatturazione elettronica B2B e sistemi di reporting in tempo reale. Questo sviluppo ha evidenziato alcune limitazioni tecniche della versione originaria dello standard, che non sempre era in grado di rappresentare scenari commerciali complessi.
Per rispondere a queste esigenze, il gruppo tecnico CEN/TC 434 ha sviluppato una revisione del modello semantico che amplia la struttura dati e introduce nuove funzionalità per il contesto commerciale e fiscale europeo.
Novità tecniche principali
L’aggiornamento dello standard introduce diverse modifiche destinate a migliorare la qualità dei dati e la trasparenza fiscale.
Tra gli interventi più rilevanti si distinguono:
- Correzione dei vecchi limiti: elimina ambiguità e problemi di validazione presenti nella versione precedente, ad esempio su categorie IVA o indicatori “beni/servizi”.
- Funzionalità B2B estese: supporta scenari commerciali complessi, come più ordini o note di consegna in una singola fattura e più riferimenti o identificativi dei clienti.
- Elementi dati allineati a ViDA: introduce informazioni bancarie più chiare, strutture per sconti, termini di pagamento e penali, garantendo la completezza dei dati per il reporting IVA automatizzato.
Un aggiornamento non retrocompatibile
Un elemento particolarmente significativo della revisione riguarda la non retrocompatibilità con le implementazioni attuali dello standard.
Le modifiche al modello semantico, insieme all’introduzione di nuovi termini di business e regole di validazione aggiornate, richiederanno interventi tecnici sui sistemi esistenti. Per molte aziende e provider di servizi di e-invoicing sarà quindi necessario pianificare per tempo le attività di migrazione.
Le nuove specifiche prevedono inoltre aggiornamenti delle sintassi utilizzate per lo scambio dei documenti, in particolare per i formati UBL e UN/CEFACT CII, che dovranno essere allineati alla nuova struttura dati.
Impatti sugli standard nazionali e sulle reti di scambio
L’aggiornamento dello standard europeo avrà effetti anche sugli ecosistemi nazionali di fatturazione elettronica e sulle principali infrastrutture di scambio.
Sul fronte internazionale, OpenPeppol ha avviato un gruppo di lavoro che integra l’adozione dell’aggiornamento della EN 16931 con il passaggio verso una metodologia di tipo ‘PINT’ (Peppol INTernational), nell’ottica dell’evoluzione delle specifiche Peppol verso la versione BIS 4.0 e della creazione di uno standard globale unificato in grado di rispondere sia ai requisiti fiscali europei sia a quelli internazionali.
In Germania, la KoSIT (Ufficio di coordinamento per gli standard IT) sta pianificando una nuova versione 4.0 di XRechnung, che allineerà il CIUS nazionale al nuovo modello semantico e costituirà la base tecnica per l’obbligo di fatturazione elettronica B2B.
Anche in Francia si procede all’adeguamento delle estensioni nazionali del CTC – Continuous Transaction Controls, in modo da incorporare le nuove funzionalità previste dallo standard aggiornato.
Tempistiche ed effetti per imprese e provider
A seguito dell’approvazione del 13 febbraio 2026 da parte del Comitato europeo di normazione (CEN) delle revisioni al modello semantico EN 16931-1, la pubblicazione definitiva attraverso gli organismi nazionali di standardizzazione è prevista entro la metà del 2026.
Per imprese, software provider e operatori del settore della compliance fiscale, la revisione rappresenta un passaggio chiave in vista dell’implementazione dei nuovi sistemi europei di fatturazione elettronica e reporting IVA.


